Questa audiovisione si può leggere come una proposta metaforica di mostrare tutti i contatti umani (ed in particolare quelli tattili) che vanno a perdersi in questi tempi di pandemia, emergenza sanitaria e distanziamento. Si potrebbe parlare forse di “rappresentazione di un non essere in atto” o di visualizzazione di un invisibile situato nell’oltre: nessun didascalico tentativo di riportare fatti o gesti che intendano far riferimento diretto all’argomento; nessuna retorica. Solo un flusso audiovisivo ideato per invadere i muri della città non per pretendere di dare risposte ma nella speranza di far sorgere domande.   

 

Lino Strangis è un artista intermediale (videoarte, videoinstallazioni e videosculture, realtà virtuali, performance intermediali, sculture 3D, video-scenografie, sound art) musicista sperimentale e regista (teatro, cinema, tv) nato a Lamezia Terme il 19/01/1981, vive e lavora a Roma e Torino.
Dal 2005 partecipa a numerosi festival, mostre e rassegne storiche internazionali in Italia e all’estero (ARS ELECTRONICA, Biennale del Mediterraneo, Videoformes, City Sonic, Proyector, Athens Videoart Festival, Invideo, …) e tiene diverse esposizioni personali e collettive in gallerie private e prestigiosi musei tra cui MACRO (Roma), MAXXI (Roma), MUSEO PECCI (Prato), FABBRICA DEL VAPORE (Milano), MUSEO RISO (Palermo), MAUTO (Torino), PAN (Napoli), GAMC (Viareggio), WHITE BOX MUSEUM OF ART (Pechino), muBA (S.Paulo), Torrance Art Museum (Los Angeles).

Le sue opere sono state esposte al fianco di quelle di artisti come Nam June Paik, Bill Viola, Robert Cahen, Studio Azzurro, Miao Xiaochun, Steina e Woody Vasulka.