Bellezza, respiro, trasformazione, passato che riaffiora per coniugarsi al presente, gioco con le architettura e i paesaggi. 

Le opere video e gli interventi testuali di light art di Simona Verrusio si intrecciano e dialogano con le architetture degli edifici e spazi delle location scelte per il Festival RGB 2020. Molteplici interventi ispirati dal genius loci dei diversi luoghi e dal legame tra arte e scienza.

Le curve che la Tangenziale est di Roma compone, viste dell’alto, sembrano sezioni di curve più ampie. Le traiettorie di Lissajous  appaiono facendo dondolare un pendolo, immagini sorprendenti legate al movimento della terra intorno al sole e alle orbite dei pianeti. La proiezione dei sinuosi intrecci si unisce alle arcate della Tangenziale. I piloni che la sorreggono si vestono con forme di colonne greche, dai capitelli intarsiati, per costruire un luogo altro di suggestione e provocazione. La poesia riecheggerà sotto le volte, non stellate, della tangenziale, tratta da un video degli anni ’70 dell’Ansaldo e da ’10 giugno 1962′ di Pier Paolo Pasolini. 

Un altro intervento, più concettuale, porta la natura nel parcheggio di via Ludovico Pavoni di Torpignattara, giocando con le architetture dei palazzi. I due palazzi vicini formano una grande lettera U maiuscola, che viene incastonata nella parola “aiuole”. Aiuole per portare simbolicamente un ‘pezzetto’ di natura all’interno dello scenario urbano. Aiuole – unica parola in italiano con tutte le vocali- è anche un omaggio a Dante e alla Terra quando egli scrive “L’aiuola che ci fa tanto feroci,.., tutta m’apparve da’ colli a le foci»  riferendosi proprio alla Terra vista dal Paradiso.

Sulle grandi costruzioni dei grattacieli dell’EUR un gioco visivo tra l’incompiuto delle linee verticali degli edifici e la trasformazione continua delle linee curve, descritte dalla complessa funzione matematica di Mandelbrot.

Infine al parco San Galli l’immagine di un giovane Ninetto Davoli correrà, così come aveva fatto nel film Uccellacci Uccellini, sull’acquedotto, mentre gli alberi del parco saranno illuminati di uno splendido verde e il prato diventerà  un pavimento a quadri bianchi e neri. Uno scenario che riecheggia i quadri metafisici di De Chirico, creando un nuovo e altro spazio urbano attraverso l’intervento luminoso. Altre immagini: case e casupole costruite addosso all’acquedotto negli anni ’70, foto di Roberto Ciavoni, e acque blu con corpi in abbraccio per la nostalgia di contatto legata ai tempi che stiamo vivendo e all’acqua che scorreva nell’acquedotto.

 

Simona Verrusio aka Vj Janus si occupa di teatro, performance e video. Ama i diversi linguaggi artistici  e ne esplora i confini e le connessioni. E’ l’ideatrice della piattaforma www.mapparte.com che geolocalizza i luoghi e le sale ad uso creativo, per facilitare l’incontro tra chi cerca spazi per le attività artistiche e chi ne ha la disponibilità. Dal 2011 conduce laboratori di teatro performativo, e laboratori di poesia e movimento sulla poesia breve giapponese (haiku). Ha fondato, nel 2016, l’associazione culturale ‘Piedi Nudi’  (https://www.facebook.com/piedinudiaps//),  prima come spazio fisico, una sala, ora volante su diversi luoghi d’arte. Ha brevettato un dispositivo tecnologico performativo itinerante: una maschera tecnologica dal nome Vj Janus che indossa e con cui realizza performance video itineranti. Vj Janus tramite una telecamera riprende ciò che vede e lo proietta in tempo reale su uno schermo posto sulla schiena della performer. Nel 2018 con VJ Janus ha partecipato al Festival Internazionale RGB Light Festival con il progetto Itertime, mescolando immagini del passato  e del presente. Ha pubblicato due libri scritti a quattro mani con Alter: il primo ‘La Folta Schiera – la labirintite del potere‘ e il secondo ‘Io Tarzan, tu Cita’. 

Nel marzo 2019 ha realizzato una installazione video, multimediale ed interattiva, nel Museo del Satiro Danzante di Mazara del Vallo dal titolo “Ciò che vedo”.