Alessandro Panzetti

Alessandro Panzetti

Anamorfosi cinetica – Prassinoscopio

Spazio Impero Via di Acqua Bullicante, 133

Anamorfosi cinetica – Prassinoscopio

Prendendo spunto dalla macchina precinema da cui trae il nome, Alessandro Panzetti ha voluto evidenziare l’aspetto compositivo funzionale alla simulazione del movimento esaltandone la dinamicità delle geometrie capaci, quando si osserva l’opera immobile, di creare aggregazioni di forme assolutamente non casuali mentre, quando è in rotazione, le stesse forme diventano parte fondante di un caleidoscopio tridimensionale ipnotico nella ciclicità del movimento.

Il Prassinoscopio è una macchina pre-cinema che nasce nel 1876 per creare l’illusione del movimento delle figure statiche. Questo mio Prassinoscopio vuole ribaltarne la funzionalità o, come minimo, renderla reversibile: quando la macchina è ferma, le fasi sono elementi compositivi di uno spazio e la loro aggregazione ne costituisce quindi l’architettura, l’estetica ovvero la scomposizione del movimento diviene il criterio compositivo dello spazio, criterio che viene però rivelato solo quando la macchina è in movimento e illuminata da una luce pulsante: in questa logica, la rotazione del disco assume quindi una funzionalità subalterna perché serve a svelare il criterio compositivo di uno spazio come avviene nell’anamorfosi prospettica quando si osserva l’opera dal giusto punto di vista. Il prassinoscopio, in quest’ottica, è assimilabile a un’anamorfosi perché anch’esso impone un’osservazione condizionata che permetta di svelarne la forma (come da sua etimologia dal greco anamórphōsis, comp. di ana- ‘di nuovo’ e morphḗ ‘forma’) di conoscerne la ragion d’essere.

Alessio Spirli

Alessio Spirli

Wide Open

Arena Aurora Via di Tor Pignattara, 78

Wide Open

Wide Open nasce come ricerca per approfondire le tecniche attuali di rappresentazione 3d. Il punto di partenza è la “Camera degli sposi”, celebre affresco di Andrea Mantegna il quale altera l’architettura attraverso l’illusione prospettica. L’opera del Mantegna diventa un oggetto evocativo che innesca un dispositivo virtuale dal punto di vista ribaltato, che interroga gli strumenti di riproduzione, in una stratificazione di modelli, tecniche, effetti.

Alessio Spirli (aka k.137) crea network tra computer, converte segnali qualsiasi dal dominio del tempo e della frequenza, dividendoli in una serie di funzioni armoniche applicate al video e alla generazione di animazioni 3d in tempo reale.

Anonima Luci Studio

Anonima Luci Studio

Dal tramonto all'alba

via del Pigneto, 22

Dal tramonto all’alba

Collocandosi tra Urban Light e Light Desing, ...Dal Tramonto all’Alba… è un intervento che riscrive un cortile di via del Pigneto creando un paesaggio luminoso denso e suggestivo...Dal Tramonto all’Alba… coglie i colori naturali della luce visibili nel cielo nei due momenti di sua massima bellezza, il tramonto e l’alba, creando una dinamica cromatica potente che ridefinisce sensi e funzioni. Lo spazio urbano si carica di significati epidermici che parlano direttamente al corpo di chi guarda: occhi, pelle, pensiero, emozione. L’arancione e il blu, il caldo e il freddo, l’inizio e la fine: ...Dal Tramonto all’Alba… sfrutta la luce e il colore per squadernare tutte le possibili implicazioni dello spazio, che smette di essere luogo e diventa vero e proprio organo di narrazione, immaginazione, esperienza.


Anonima Luci è uno studio di lighting design con sede a Milano fondato da Alberto Saggia e Stefania Kalogeropoulos. Alberto è Industrial Designer specializzato in Lighting Design, Stefania è Architetto specializzata in Lighting ed Exhibition Design. Entrambi singolarmente collaborano con studi di design sviluppando progetti per il retail di lusso, l’hospitality, i beni culturali e il residenziale, ecc. Nel 2018 decidono di unire le loro competenze tecniche e progettuali fondando lo studio di Lighting Anonima Luci, occupandosi di luce a 360 gradi, dal prodotto al progetto, dedicando una parte importante alla sperimentazione più legata all’Arte e all’aspetto emozionale della luce.

BURNINGMAX + ROMAN BURNERS + FRIENDS

BURNINGMAX + ROMAN BURNERS + FRIENDS

H2O (Arch du’ l’eau)

Parco Giordano Sangalli

H2O (Arch du’ l’eau)

H2O è un progetto collaborativo di Burningmax con la community romana del Burning Man (Roman Burners) e il supporto di artisti della scena creativa romana (Friends). Opera site-specific per RGB 2019, parteciperà anche a festival europei del circuito Burning Man nel 2020. 

H2O parte dalla relazione con il territorio per articolare una presa di parola politica attraverso linguaggio artistico e tecnologie interattive (#artivismo). L’installazione riprende l’elemento architettonico tipico degli acquedotti romani mentre solleva questioni socio-ambientali come emergenza idrica, consumo e l’inquinamento da plastica, e ruolo delle corporation nella crisi idrica planetaria. H2O interagisce con il pubblico grazie a LED all’interno della struttura e un sound environment controllati da Arduino, sensori e software di mapping. www.h2oproject.it 

Massimo Burgio dalla fine degli anni ’80 si esprime creativamente con vari formati, dalla fotografia alla musica elettronica, all’arte contemporanea. Dal 2003 sviluppa vari progetti per la comunità del Burning Man, da cui il suo nickname Burningmax. La sua recente produzione artistica è una forma di #artivismo, attivismo sociale attraverso l’arte: Orwell Monegros Project, nelle trincee della guerra civile spagnola; Apelle per la XIV edizione di Land Art Campi Flegrei, The Zone nei boschi toscani per la community italiana del Burning Man, 50 Shades of Green, installazione esperienziale dedicata alla cultura cannabica. www.burningmax.com
 

Collettivo Metadiapason

Collettivo Metadiapason

FYI

Largo Bartolomeo Parestrello

FYI è un’installazione site specific che si interfaccia con IAQOS, l’Intelligenza Artificiale di Quartiere Open Source, sviluppata dagli artisti Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, addestrandola sul quartiere di Tor Pignattara. Se IAQOS interagisce già virtualmente con chi abita il quartiere, FIY vuole darle una forma concreta in uno spazio pubblico delineato e un sistema di luci. Quella che prenderà vita durante FYI sarà una vera chiacchierata in presenza tra gli abitanti della zona, qualcuno in carne ed ossa e qualcuno in dati e circuiti. Un gazebo accoglie al suo interno il pubblico che, tramite un microfono collegato al sistema di controllo, potrà parlare con l’AI che risponderà a sua volta attraverso impulsi e modulazioni luminosi, dialogando così con l’intero quartiere.

Il collettivo sperimenta forme artistiche diverse, dalla performance all’installazione, indagando il rapporto tra tecnologia e umanesimo attraverso l’interazione digitale e sociale.

Nato su impulso di Leonardo Zaccone, coinvolge artisti sempre diversi da progetto a progetto. Per FYI: Stella Passerini, Francesco Guarino, Elena Raimondi.

Daniele Sigalot

Daniele Sigalot

ENOUGH

Via della Marranella, 13

ENOUGH

Da una collaborazione tra l’artista romano Daniele Sigalot e Laboratorio Creativo Chirale, nasce ENOUGH, un’installazione luminosa che fa del tempo la sua materia prima. ENOUGH è un’opera a tempo che vuole durare abbastanza. Quanto? Solamente mille anni. Un countdown di 31556908800 secondi, gestito da un sistema digitale realizzato specificatamente per l’opera che non smette mai di contare, anche da spenta. Il grande cronometro, con i suoi numeri dalla luce rossa, ci induce a un atto di fede: stavolta non nella realtà in modo acquiescente ma nell’arte e nelle sue capacità immaginifiche. In ENOUGH il Tempo è prezioso e diventa materia concettualistica e fisica dell’opera richiamando anche la Storia dell’Art nella quale, in tutte le epoche, il tempo è tra gli elementi più ricorrenti.

Daniele Sigalot (Roma, 1976). Nel 2010 apre a Berlino il suo studio-atelier ribattezzato “La Pizzeria”, operativo fino al 2018. Dal gennaio 2019 si trasferisce a Napoli, aprendo “La Nuova Pizzeria”. Il centro della sua ricerca ruota intorno all’ambiguità tra la percezione dei materiali utilizzati e la loro reale natura, facendo del contrasto una chiave di lettura di tutti i suoi lavori.

Diego Labonia

Diego Labonia

Near Death

Stazione metro C piazza Malatesta

Near Death nasce dai racconti di persone che si sono ritrovate prossime alla Near Death Experience (NDE) e sono tornate indietro. Near Death è un luogo, una zona di contatto tra la vita e la morte, uno spazio di passaggio, il punto in cui si può scegliere da che parte stare. A prescindere da quale scelta farai, la tua vita non sarà mai più la stessa. Near Death è un’installazione site specific che raccoglie le tracce riportate da chi ha attraversato momentaneamente la vita oltre quella che conosciamo, tentando di ricreare questo luogo indescrivibile attraverso la luce e il movimento, in relazione all’ambiente esterno. Sfidare la capacità del linguaggio di esprimere ciò che può soltanto essere vissuto, rompere lo schema dell’immaginario collettivo, riportare l’uomo al centro del proprio essere senza dogmi e paradigmi, solo nella bellezza assoluta.

Near Death è stata donata al quartiere dall’Associazione Culturale Luci Ombre, che realizza il festival RGB Light Experience.

Diego Labonia, in arte DieLab, è un light artist, ideatore e direttore artistico del Festival RGB Light Experience. La sua tecnica artistica, che ha come topic la luce nella sua forma installativa, è una commistione tra analogico e digitale: “l’espressione massima dell’ingegno umano quando viene applicata all’arte”. Nel 2009 fonda Luci Ombre, società che si occupa di ideare e realizzare eventi culturali con una forte impronta sulle nuove tecnologie e sul rispetto dell’ambiente. Nel 2014 realizza progetti di illuminazione urbana, tra cui Radiolaser, che ha illuminato il Capodanno ai Fori Imperiali. Le sue opere più celebri sono Specchio Riflesso, realizzato per RGB15, Ether’ò realizzata con Simone Palma, Arcobalenide realizzata per il Festival Fotonica.

Diego Repetto & Enzo Cimino

Diego Repetto & Enzo Cimino

Inside The Secret Garden

Garage sotterraneo via del Pigneto- Via Zenodossio

Inside The Secret Garden

Un prato vero con nuvole immerse in una luce rarefatta e un ambiente sonoro generano una sorta di giardino segreto e inaspettato all’interno del parcheggio sotterraneo. Una camera immersiva che riproduce un giardino o un parco sereno e rigenerante, stimolando i cinque sensi e in contrapposizione con il freddo cemento di cui è composta l’autorimessa. Inside the secret gardendi Diego Repetto e Enzo Cimino vuole sperimentare spazi che sappiano avere rilevanza sociale e immaginativa. 

Diego Repetto è architetto, designer e artista attivo principalmente nella progettazione di opere di Land Art e Land Lighting. Collabora con gruppi di ricerca come l’Ideal Spaces Working Group, realizza opere in collaborazione con numerosi istituzioni pubbliche e universitarie.

Enzo Cimino è sound e interaction designer. Collabora come musicista con diversi artisti tra cui: Iosonouncane, DeusExMachina, Marco Parente, Beatrice Antolini, Mirko Mariani. Ha fatto parte del gruppo musicale Mariposa. Realizza colonne sonore/sonorizzazioni per film e ambienti sonori per installazioni artistiche.

Eleonora Fantini

Eleonora Fantini

Esserella

Largo Bartolomeo Perestrello

Esserella

È la storia di Esserella,
Nata, cambiata, rimescolata,
nei tanti incontri fatti lungo la sua strada…
Si racconta e si sente raccontata
in questa storia figurata,
che con alcuni strambi suoni
l’accompagnan da dentro verso fuori.
Canta, strilla, si diverte…
a volte ha tutto, a volte niente…
Gioca, ascolta, suona e balla
finché una notte qualcosa cambia…
Continuerà così con la sua storia
capendo qui, che è un gioco di memoria…
A volte guarda, a volte ascolta, a volte odora,
capendo anche, che la vita sua comincia solo ora..
E dunque sente..
E dopo tanta strada…ama finalmente.

Esserella è un racconto dal vivo presentato in un teatrino armonico in legno, interamente realizzato a mano dall’autrice. La storia singolare di Esserella sarà raccontata attraverso i giochi di luce e ombra che prenderanno vita nel teatrino di legno, nel quale si incontrano diversi personaggi che accompagnano il pubblico nel cuore della narrazione.

Durata 20′
orari 18:30 – 19:30 – 20:30 – 21:30 – 22:30 – 23:30 

Eleonora Fantini nasce a Roma. Studia musica e si avvicina poi al teatro, realizzando piccoli spettacoli in festival tra Francia e Portogallo. Dall’unione delle due discipline nascono dei racconti musicali, che prendono vita in un teatrino armonico di luci e ombre.

Fabio Pulsinelli

Fabio Pulsinelli

Temporary needs spaces

Sono Frankie Piazza N. Copernico, 10

Temporary needs spaces

Il rito, la tradizione, la spiritualità, la memoria di pratiche legate all’universo intimo degli affetti. Tracce di un tempo che oggi forse non esiste più, travolto e dimenticato da nuovi ritmi, nuovi miti, nuove urgenze. Fabio Pulsinelli nella sua installazione luminosa Temporary needs spaces dà voce a un’urgenza, quella di rientrare in contatto con tutto questo, creando tre spazi indipendenti ma intimamente legati che modificano lo scenario di una porzione di città. Holy Frame, Intimate Slot, Universal Universe rappresentano tre dimensioni in cui interrompere il flusso automatico della vita quotidiana, sperimentando nuovamente l’esperienza – oggi rivoluzionaria – della pausa, per riscoprire quanto abbiamo dimenticato, ripercorrere la dimensione intima degli affetti e della memoria, ritrovare i punti di riferimento della nostra speranza.

Fabio Pulsinelli è artista e User Experience designer. Il suo lavoro nasce dall’interesse per la necessità umana di affidarsi a specifiche ed improbabili credenze, delegando ad entità superiori l’incessante bisogno di sentirsi protetti e psicologicamente più stabili. La sua ricerca tende verso quegli spazi che il marketing, la tecnologia e le loro strategie non possono o forse non dovrebbero raggiungere, in cui esistiamo come individui e non come consumatori. Il suo lavoro stravolge sottilmente il vivere e l’agire quotidiano, portandoli dallo stato ordinario a quello straordinario e viceversa, utilizzando i mezzi più semplici dell’immaginazione umana.

Jeremy Oury

Jeremy Oury

Sparrow

Arena Aurora Via di Tor Pignattara, 78

Sparrow

Sparrow è un’installazione video 3d che confonde i confini tra digitale e reale, tra sintetico e organico, tra artificiale e umano e rende percepibili le forme profonde che li accomunano. Jeremy Oury in Sparrow dà vita a un’esperienza immersiva e coinvolgente che trascina lo spettatore in un viaggio ipnotico nel sistema digitale, che rivela quindi la sua natura vivente innescando una relazione sensoriale, sinestetica e intellettiva con chi osserva l’installazione. Attraverso la tecnologia video 3d, prende forma un gioco sottile di forme e colori, accompagnato da una colonna sonora sconvolta, che stimola l’immersione e l’immaginazione del pubblico all’interno di questo mondo digitale. Lo spettatore ha la sensazione di entrare profondamente nella matrice che riflette la nostra attività cerebrale. Ma in fondo, il digitale non è costruito come un sistema organico?

Jeremy Oury combina suono e immagine per creare mapping singolari o installazioni digitali e promuove una visione innovativa dell’arte audiovisuale astratta. Sperimenta ogni forma di intermedia mettendo in relazione tutto ciò che può collaborare nel creare una partitura sinestetica in varie modalità (mapping architetturale, schermi led, fulldome, installazioni immersive). Sviluppa ogni processo creativo che lavora sui simboli e sull’immaginario collettivo attraverso temi semplici per creare una logica narrativa all’interno degli effetti visivi. I suoi artwork hanno ricevuto premi e riconoscimenti in diversi festival internazionali.

Lea Brugnoli e Anna Torrazza

Lea Brugnoli e Anna Torrazza

Riflessi

Fontana Giardini di Piazza Eratostene

Riflessi

Riflessi è una scultura luminosa che gioca con l’acqua, lo specchio e sul loro potere di deformare l’immagine. Lea Brugnoli e Anna Torazza partono dalla definizione di anamorfosi (l’effetto di illusione ottica per cui un’immagine viene distorta e diventa riconoscibile solamente guardandola da una posizione precisa) e la declinano sulla figura della fontana – nello specifico, la fontana di Piazza Erastotene. Tra la fontana e l’installazione si instaura un dialogo immaginifico e liquido, in cui prendono vita una serie di scenari possibili e cangianti, in continuo movimento. Si alternano visioni ironiche di fontane impossibili fino a getti d‘acqua dove le immagini proiettate e le figure reali specchiate dei visitatori si fondono insieme. Solo mettendosi vicino alla scultura preesistente, e quindi in perfetta simbiosi con essa, si può assistere al gioco di anamorfosi.


Madre e figlia, Lea Brugnoli e Anna Torazza lavorano insieme in un processo di digitalizzazione dei giochi del precinema e illusioni ottiche.
Anna Torazza si occupa di animazioni, cortometraggi, giochi del precinema mostre e installazioni. Attraverso i progetti con le scuole, vince numerosi premi in nazionali e internazionali, ed è autrice del libro “IMMAGINinAZIONE – dagli effetti ottici al cartone animato”. Attualmente si occupa della gestione e programmazione del Cinema Elios di Carmagnola, Torino.
Lea Brugnoli lavora a Berlino e a Torino, occupandosi di progetti multidisciplinari dove l´interazione è elemento fondamentale, tra l’architettura e il cinema. Studia la tecnologia attraverso le immagini in movimento per installazioni e arti performative. Dal 2015 si sta specializzando nelle proiezioni.

Malombra

Malombra

Ciclolisergico a pedali

Sopra Garage Area pedonale Via del Pigneto – Via Gabrino Fondulo

CICLOLISERGICO A PEDALI è un’installazione luminosa interattiva per uno spettatore alla volta, tratta dallo spettacolo di teatro d’ombre De. Lete.

Tra effetto ottico, esperienza fisica e viaggio lisergico, gli spettatori/pedalatori si trovano a pedalare all’interno di un tunnel magico e immaginario, immersi nell’ambiente sonoro prodotto ad hoc da Andrea Pesce. La macchina viene attivata dallo spettatore-pedalatore che, pedalando, dà energia a una lampada e a un motorino che proietta davanti allo spettatore-pedalatore l’ombra di una spirale rotante, attivando così la proiezione immersiva del tunnel immaginario. L’installazione è stata realizzata con il sistema di dinamo creato da Raniero Terribili – Saperenetwork.


La ricerca artistica di Malombra (Marco Guarrera e Camila Chiozza) vuole elaborare una rilettura contemporanea del teatro d’ombre, senza stravolgerne l’aspetto originario. La tecnica per realizzare le ombre messa a punto dal regista, Marco Guarrera, si rifà al pre-cinema, ricreando una sorta di fantasmagoria contemporanea. La sorgente luminosa, l’utilizzo di modellini e di una macchina scenica inedita, restituiscono la proiezione di ombre in movimento, con un effetto paragonabile al movimento di macchina cinematografico.

Marco Brianza

Marco Brianza

#rgbrecolor

Cortile Condominio Viale dell’Acquedotto Alessandrino,103

#rgbrecolor

#rgbrecolor di Marco Brianza è un’installazione che mette in relazione lo spazio urbano con lo spazio della rete Internet tramite la luce: il colore di una foto pubblicata online diventa il colore di uno spazio del mondo fisico. #rgbrecolor interviene nel panorama della città trasformando un condominio di Tor Pignattara nella “timeline” di un social. #rgbrecolor è un’occasione di interazione con il territorio, che dà la possibilità agli abitanti di giocare con il pubblico del festival e viceversa: le finestre così diventano il luogo simbolico dello scambio con l’esterno. Ogni finestra del condominio sarà infatti illuminata da una speciale lampada connessa, che riceve le informazioni in tempo reale dalla rete. Gli spettatori saranno quindi i designer di questa architettura luminosa: pubblicando su Instagram una foto con il tag #rgbrecolor, invieranno di fatto il colore ad una finestra del condominio.

Marco Brianza (Varese, 1972) è un artista visuale che pone alla base del suo lavoro l’osservazione dei cambiamenti nel mondo fisico, focalizzandosi principalmente sui fenomeni visivi. Per catturare l’essenza dei cambiamenti, utilizza la fotografia concepita come registrazione delle variazioni di luce, servendosi di sensori di diversa complessità, realizzando degli algoritmi software che elaborano e selezionano le informazioni. I suoi lavori, presentati in diversi festival europei, sono presentati sotto forme estetiche diverse, utilizzando tecniche che vanno dalla stampa su carta a installazioni ambientali che si servono di dispositivi luminosi e display a cura dello stesso artista.

MediaMash Studio / Luca Mauceri

MediaMash Studio / Luca Mauceri

La lunga notte piena degli inganni delle varie immagini

Spazio Impero Via della Marranella 112

La lunga notte piena degli inganni delle varie immagini

Partendo da una suggestione poetica e letteraria, la visionaria raccolta dei Canti Orfici di Dino Campana, MediaMash Studio realizza una video-installazione che conduce gli spettatori in uno spazio metafisico. La lunga notte piena degli inganni delle varie immagine stravolge le nozioni di dentro e fuori, di soggetto e oggetto, facendo saltare tanto la logica quanto la percezione. Il pubblico si troverà ad abitare uno spazio onirico insieme a delle surreali farfalle notturne, che si agitano all’interno di una vetrina cercando una via di fuga. Sono le falene che vogliono entrare o siamo noi che vogliamo uscire? Chi è alla ricerca delle luci della città?

MediaMash Studio è un collettivo di artisti con base a Firenze che si occupa di arte contemporanea e che utilizza la luce e il video come principale mezzo di espressione. Le installazioni di MediaMash sono spesso caratterizzate da una natura site-specific e dall’uso di materiali non convenzionali. Realizzano video-mapping e allestimenti interattivi per mostre, festival e istituzioni italiane. 

Luca Mauceri (1981, Firenze) Artista e visual designer. Si dedica allo studio del paesaggio e all’interazione tra uomo e natura. Il suo lavoro è caratterizzato dalla realizzazione di opere site specific alle quali abbina frequentemente materiali primordiali e media tecnologici.

Patricio Ballesteros Ledesma

Patricio Ballesteros Ledesma

Circulaciòn

Asilo La Magnolia Piazza dei Condottieri, 34

Circulaciòn

Sangue attraverso le vene, dati attraverso network, onde attraverso l’aria, noi attraverso il mondo, linfa attraverso i capillari, acqua attraverso i mari, veicoli ovunque, la Luna intorno alla Terra, il pianeta nell’universo. Tutto è in circolazione, tutto è circolazione. La circolazione è movimento, dinamica, attraversamento. È ciò che mette in connessione spazi differenti, che rende possibile la trasmissione di elementi, la comunicazione tra luoghi distanti, la ridefinizione degli scenari, l’esistenza stessa di intere porzioni della realtà. Partendo da questo concetto astratto ma estremamente fecondo, Patricio Ballesteros Ledesma crea un intervento video-architetturale che si inscrive in una parte di via del Pigneto e la rianima, celebrando il potere immaginativo e generativo di questo principio vitale, che tutto informa e tutto trasforma.

Patricio Ballesteros Ledesma è artista, produttore di audiovisivi e giornalista di Buenos Aires, in Argentina, da trent’anni. Ha studiato comunicazione sociale, ha tenuto corsi di film e video, ha prodotto oltre 150 cortometraggi di video arte e sperimentali, tra cui l’editing digitale e la colonna sonora, oltre a scattare foto e comporre musica. Le sue opere sono state selezionate e proiettate in festival in Argentina, Australia, Brasile, Bulgaria, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Portogallo, Russia, Arabia Saudita, Slovacchia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti.

Quantum Lab

Quantum Lab

Luminous bodies

Galleria Marranella Via della Marranella, 39

Luminous bodies

Il progetto Luminous bodies si propone come esperienza percettiva del sé in relazione alla collettività, un percorso di luce dove il fruitore vivrà lo spazio come protagonista dell’opera. Guidato da una luce UV, come in una soglia che proietta in una dimensione cosmica, chi fruisce dell’opera attraverserà questo spazio e arriverà al suo cuore fulcro, dove la luce si esprime nei suoi colori. Su un tappeto specchiante si attivano fasci di luce, che trasformano le ombre multiple e colorate delle persone in sagome colorate, mettendo in discussione i rapporti tra singolo e multiplo, tra reale e riflesso, tra luce e ombra. In un quartiere abitato da identità differenti, Luminous Bodies mettere sotto la stessa luce ogni soggetto, e le sue molteplici sfaccettature.

Quantum Lab è un collettivo artistico multidisciplinare che nasce dall’incontro tra Architettura, Arte e Design. Giacomo Rossi, Raffaella Romano e Serena Bisceglia fondono le loro esperienze professionali spinti dal comune interesse per lo studio della luce. Attraverso essa sperimentano e offrono esperienze percettive che hanno come medium principale la “materia luminosa” nelle sue varie manifestazioni. La pratica collaborativa di Quantum Lab, collega arte e scienza per esplorare il rapporto della luce con noi stessi e con lo spazio che ci circonda.

 

Quiet Ensemble

Quiet Ensemble

Aereal light works: secondo studio

Spazio Impero Via di Acqua Bullicante, 133

Aereal light works: secondo studio

Aerial light works: secondo studio è l’installazione immersiva con cui Quiet Ensemble prosegue la propria ricerca sulla “luce solida”. Così come Solid light iniziava a sperimentare, Aerial light works: secondo studio costituisce la successiva tappa di lavoro intorno a una tecnica che contiene in sé un concetto meta-fisico: quello che racconta di come la luce possa farsi materia, scolpendo lo spazio e innervandolo di determinazioni immaginifiche e di senso. Architetture semplici prendono forma nella polvere, forme di luce sospese e riflessi randomici in movimento. Un carillon di luce e suono riempie lo spazio vuoto avvolgendo gli spettatori in un ambiente immersivo ed evanescente. 

Quiet Ensemble nasce nel 2009 da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli. La loro ricerca focalizza la propria ricerca sull’osservazione dell’equilibrio tra caos e controllo, natura e tecnologia, creando soggetti che uniscono quegli elementi che prendono forma dal rapporto tra organico e soggetti artificiali, concentrandosi su elementi insignificanti e meravigliosi, come il movimento di una mosca o il suono degli alberi.

 

Robert Sochacki

Robert Sochacki

41.888730 12.527426

Ponte ferroviario di via del Pigneto

L’opera site-specific è progettata per creare un’interpretazione visiva della curvatura spazio-temporale. L’artista ha creato l’illusione di uno specchio infinito che si accende in una sequenza ciclica.
Nonostante l’opera sia in parte nascosta, il passante viene attirato dal cambio a intermittenza delle luci.
L’analogia rappresentata riguarda il futuro, così come l’opera è nascosto dietro l’angolo, serve consapevolezza e attenzione per coglierlo. Nel momento in cui l’opera stessa si oscura ed il tunnel di luci si spegne, si oscura anche il pensiero dello spettatore.

Robert Sochacki

Robert Sochacki, Polacco, classe 1971.
Ha studiato pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Danzica, in seguito si è formato come scenografo di teatro ed infine ha virato sul video.
Membro del Dipartimento di Pittura dell’Accademia di Danzica, dove ha completato il suo dottorato di ricerca sull’arte della luce nello spazio pubblico.
I suoi progetti sono stati sostenuti dal Ministry of Culture e National Hertiage polacco.
Ad oggi è docente e ricercatore presso l’Accademia Danzica e, come light artist, espone le sue opere in Festival internazionali nel mondo.

Sebastiano Romano

Sebastiano Romano

Trame di luce

Parco Giordano Sangalli

Trame di luce

In un tratto dell’Acquedotto Alessandrino che resiste nella nuova morfologia urbana della città di Roma viene realizzata una inusitata ‘illuminazione’: una proposta  visionaria che trasforma l’elemento architettonico in un corpo immaginario in cui lo spettatore può leggere varie forme e percepire diverse suggestioni. L’utilizzo di proiettori ‘teatrali’ permette di realizzare effetti dinamici ricreando sull’elemento architettonico una nuova dimensione plastica. Trame di luce vuole essere un intervento di scenografia urbana che trasforma i luoghi della città, rendendoli surreali, trasformandoli radicalmente per essere così riscritti e attraversati da altre pratiche – artistiche, immaginative, stranianti – e rendendoli sede di esperienze altrimenti impensabili.

Sebastiano Romano, scenografo costumista, light artist, inizia il suo percorso professionale nel 1980, collaborando con importanti registi, compagnie teatrali e i più importanti teatri nazionali e internazionali (Teatro alla Scala, Istituto Nazionale del Dramma Antico Schauspielhaus di Salisburgo, Metropolitan Opera House di New York). Dal 2006 elabora una nuova esperienza artistica realizzando installazioni luminose negli spazi urbani e nei siti storici. Il suo lavoro artistico si lega così profondamente all’utilizzo della luce, come testimoniano i numerosi interventi realizzati a Milano, nei centri  storici di Arona, Siracusa, Taormina, Arezzo, Rovereto e Bergamo, nella Rocca di Spoleto e per ultimo nell’originale messa in scena dell’opera Pagliacci nel Parco Archeologico Scolacium (Catanzaro). 

Simona Noera

Simona Noera

The Garden City

Parcheggio Via del Pigneto/Via Lodovico Pavoni

The Garden City

The Garden City è una installazione site-specific di video mapping che vuole approfittare del genius loci del quartiere Pigneto per raccontare, attraverso la realtà aumentata, le storie vissute del posto, dalle origini ai giorni nostri. Una città giardino fuori da ogni piano regolatore, fortemente voluta e realizzata dagli stessi abitanti. Questa installazione vuole essere un omaggio al dedalo di villini e giardini ormai inglobati dall’esperienza metropolitana, riportando il Pigneto ed ancor più precisamente il quartiere dei villini, al suo significato originale: il quartiere dei ferrovieri, la città giardino del prenestino. Allo stesso tempo si vuole offrire uno spunto per riflettere sul suo futuro. L’accompagnamento sonoro sarà curato dallo storico musicista romano Humandala Sound System (Patrick Flabiano).

Simona Noera aka m0rf [von Kinocirkus] è una VJ nata a Roma dove ha iniziato nel 2005 come video editor. Stabilitasi poi a Praga nel 2007, inizia a dedicarsi alle performance dal vivo. Si occupa di video mapping, installazioni video, progettazione di stage e creazione di contenuti visivi originali. Ha collaborato per anni con i più famosi club di Praga e musicisti cechi. Cofondatrice della piattaforma KinocirKus (dal 2010), si occupa anche dell’organizzazione del BYOB a Praga e tra il 2011 e il 2017 ha organizzato regolamente i VJ meeting a Praga attraverso la creazione della comunità VJs in Prague. Attualmente è tornata a vivere a Roma dove sta sperimentando nuovi progetti di performance AV e installazioni interattive.

Simone Palma e Raffaele Settembre

Simone Palma e Raffaele Settembre

Attraversamenti

via Fanfulla da Lodi 101

Attraversamenti

performer: Adriano Saleri
sound design: Ipologica

Attraversare i confini tra culture diverse, tra spettatore e azione artistica. Il “confine” fisico, virtuale, simbolico non è solo un segno che separa e divide, ma anche una linea in comune attraverso cui i diversi si toccano e le culture comunicano. Lo sconfinare è un processo costituente di incontro e di confronto grazie al quale le diversità si relativizzano e possono avere origine nuovi percorsi. Lo sconfinare è un arricchimento, una preziosa occasione in cui possiamo abbracciare una nuova idea senza paura, è un mettere e mettersi in discussione senza pregiudizi e false certezze. Attraversamenti di Simone Palma e Raffaele Settembre vuole rendere visibile il potere simbolico e politico di un concetto così urgente nel nostro presente, creando un’installazione luminosa che andrà a prendere vita in uno dei quartieri della città in cui l’idea del confine e del suo attraversamento è più centrale e percepibile.

Simone Palma è un artista attivo nel campo della multimedialità in ambito teatrale e performativo. Le sue opere sono state esposte in diversi festival, mentre in ambito teatrale/performativo collabora con diverse compagnie e artisti, tra cui Alessandro Pintus e Gerardo Greco, Marco Tullio Giordana, Motus, Teatro di Dioniso, Teatro dell’Opera, MP5 e Teho Teardo.
Raffaele Settembre è un designer attivo in vari campi quali architettura, design, allestimenti e scenografie digitali ideando e realizzando spettacoli di teatro danza e teatro integrato. Tra gli ultimi lavori, la realizzazione dell’allestimento al museo Vittoriano dell’artista Dicò e la partecipazione al RGB LightFest del 2018.