Edizione 2015

Artisti

ANDREA LEGHISSA

Rising Creature

Una creatura emerge dal suo sonno, svegliata dai passanti! L’istallazione si avvale delle caratteristiche dell’ambiente in cui è posizionata, utilizzando rimbalzi del laser di cui è formata.Il disegno finale, visibile nell’aria è di eccezionale effetto, e il pubblico potrà stare faccia a faccia con la creatura emergente!

Andrea Leghissa lavora fino dai primi anni 2000 come light designer per spettacoli dal vivo e grandi eventi, potendo vantare collaborazioni con le più importanti realtà teatrali italiane. Specializzato in musical, dal 2010 inizia a sperimentare soluzioni di illuminotecnica per lo spettacolo dal vivo, creando stumenti che permettano di rendere la luce una materia viva,che sia protagonista della scena. Lavora al progetto Metrion dal 2012, in team con gli sviluppatori delle nuove tecnologie per l’illuminazione, proponendo degli utilizzi innovativi per tecnologie quali laser, led, chemiluminescenza ed elettroluminescenza.

 ARTEFATTI STILTS

Butterfly

La performance urbana butterfly è un battito di luce che proviene dal corpo. Illumina le architetture del luogo che circondano lo spettatore distratto. Colori alternati di luce, ali che danzano tra alta architetture irregolari e frammentate, mutano lo spazio e creano instabilità emotiva ed estetica. Forme viventi sembrano alieni, affascinanti costruzioni in movimento, lasciano allo spettatore un ricordo indelebile, un battito di energia surreale.

ARTEFATTI STILTS nasce nel 1995 a Roma, da un’idea di Miriam Abutori realizzatrice di costumi e di idee coreografiche. Una propria idea propria della danza con spiccata cura dei costumi attraversa luoghi diversi e distanti fondendo l’arte visiva con la danza sui trampoli in un capovolgimento dello spazio e del linguaggio propriamente teatrale. Proprio per questo in modo trasversale le sue performace prendono vita tanto nei teatri quanto nelle discoteche. 

ARTEFATTI STILTS Attualmente collabora e lavora in Italia, Europa e America, in eventi e in grandi discoteche. ARTEFATTI STILTS è stata ospite per MTV, Maurizio Costanzo Show, il  “Festival d’oltre mare” di Napoli,COSMOPROF a Bologna,WINTER MUSIC FESTIVAL a  Miami, “N.Y BAR IN TOUR 2007” concerto con LITFIBA, “Internazionali BNL d’Italia 2012 a Roma. 

ARTISTI INNOCENTI

FareLuce

FARELUCE è un intervento performativo condotto con piccole luci gestite a mano. Con leggerezza, passeggiando. Piccoli accadimenti e lo scambio della luce permettono un incontro tra persone. La luce punta: oggetti, testi, dettagli individuali, tatuaggi d’occasione. E la luce è custodita per illuminare l’incavo della mano, come farebbe un’esigua fiamma o una lucciola in una grotta. Una ierofania. Il microcosmo visivo occupa un solo palmo a riprova che accendere di luce un interno chiuso corrisponde a far luce sull’intero universo. Si può far capolino dentro, avvicinando l’occhio.

Artisti§innocenti è un gruppo performativo composto da artisti visivi e gente comune. Collabora dal 2007 a numerosi progetti espositivi in contesti diversi, sempre a diretto contatto col pubblico. A§i improvvisano inutilmente operette morali e sono scampati per poco a decine di premi.

Hanno collaborato a:
Ricreazione – Evento a 36°- presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea.
TAXXI, performance collettiva per il museo MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Sipario per il musicista Erasmo Treglia al Giardino dei Patriarchi nella Villa dei Quintili nell’ambito di “La Dolce Via – Dal Tramonto All’Appia”.
Performano un riaperto Cinema Impero per le due edizioni di Alice nel Paese della Marranella.

DAVINO/SPANò

Polaroad

Sei proiettori, sei fonti di luce per l’illuminazione di un angolo del Pigneto, se azionati diventano sei magici cinematografi in miniatura. Dal loro interno nasce una luce che ci racconta una storia di ritratti perduti.

“Trentasei fotografie, insieme a tre carte da gioco, rispettivamente tre, sette e otto di fiori, sono state ritrovate da Daniele Spanò il giorno 15 gennaio del 2015 (…).Le fotografie ritraggono sempre lo stesso soggetto, una donna tra i trentacinque e i quarantacinque anni…Chi è lei? Qual è la sua storia? Chi è il fotografo che la ritrae? (…) la volontà è di restituire questo prezioso materiale al legittimo proprietario in cambio del racconto della storia della persona ritratta e la creazione di opere d’arte con il materiale ritrovato con il fine di far vivere nuovamente i reperti per creare cosi una nuova “storia”, un nuovo presente agli oggetti ritrovati.” Racconteremo la storia di Madame X attraverso l’uso di proiettori storici, che vorrebbero raccontarci le proprie storie di luci di altre epoche, di lunghi viaggi, di palcoscenici dimenticati o ancora calcati da grandi attrici. Proiettori che se potessero parlare ci racconterebbero Storie di primi attori, di registi innovativi ma anche le storie dei tecnici che li hanno accesi, puntati, trasportati. Storie di cinema, di moda, di teatro, di vita. Questa volta ci racconteranno la storia di Madame X e del misterioso ritrovamento da parte di Daniele Spanò, da cui nasce l’idea del blog Who is She. Dall’unione tra il materiale fotografico ed i proiettori di epoche passate che trovano una nuova vita in modalità bizzarre e innovative nasce il progetto“Polaroad”, pensato appositamente come sperimentazione illuminotecnica nell’ambito di  RGB Outdoor light festival.Un modo di utilizzare forme di luce giocando con le possibilità della tecnica e con il divertimento che provo ogni volta  quando spazio ad un mio piccolo hobby: il “restauro” di vecchi proiettori sull’orlo della rottamazione. Da un vecchia lente di Fresnel può nascere un oggetto di arredamento, un punto luce, un tavolino o altro. Stavolta sono nati sei proiettori di luce a led che, quando azionati, diventano sei videoproiettori che ci aiutano a immaginare e a ricostruire possibili vite di Madame X.

Daniele Davino, light designer e consulente tecnico. In questo caso bambino tra i suoi giochi, le luci.

Daniele Spanò (Roma 1979) dopo una formazione da scenografo, inizia il lavoro di regista e artista visivo. Le sue video-installazioni, commissionate da Istituzioni e privati, lo portano nelle più belle piazze d’Italia. Tra gli interventi più importanti, nel 2013 “Atto Primo” a Piazza del Popolo a Roma, “Forgetful” nel 2010 in Piazza Bartolomeo Romano, e “Rifrazioni permanenti” del 2011 in Piazza Colonna, sempre a Roma, promosso dalla Presidenza del Consiglio, Ministero del Turismo e MiBAC. Nel febbraio 2011 viene selezionata dal celebre regista e artista Takeshi Kitano, per rappresentare il fermento artistico della città di Roma. Dal 2009 collabora come scenografo con l’Orchestra di Piazza Vittorio, e nel 2014 è assistente alla regia per “Carmen” per l’apertura della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma”. Dal 2012 è consulente artistico per la Fondazione Romaeuropa.Tra le ultime collaborazioni, Socìetas Raffaello Sanzio, Andrea Baracco, Luca Brinchi e Roberta Zanardo (Santasangre), Veronica Cruciani.

DIELAB

ARCOBALENIDE | OMBRE URBANE | SOTTOVUOTO

Arcobalenide > Un luogo dove dimostrare che in ognuno di noi è presente un arcobaleno, non lo vedi, ma se osservi la tua ombra ti apparirà.

OMBRE URBANE è un progetto performativo installativo che sfrutta la luce esistente urbana e le ombre che questa produce con gli oggetti che incontra. Le ombre saranno “catturate” da pannelli in legno dipinti di bianco, questi pannelli diventeranno dei quadri di ombre e il pubblico si potrà divertire a crearne di personali con il proprio corpo. OMBRE URBANE vuole dimostare che con la luce dell’illuminazione pubblica si possono creare emozioni e quadri di ombre. La partecipazione è aperta a tutti.

SOTTOVUOTO è una installazione che ricrea una stanza luminosa in uno spazio urbano. Un film estensibile trasparente avvolgerà i quattro alberi presenti in via del Pigneto, angolo con via Gattamelata, creando una stanza che isola da tutto il resto. Una pausa per la passeggiata e non solo, un momento per stare isolati sotto un tetto di foglie e con pareti di plastica illuminate da neon, un ambiente antropizzato e naturale allo stesso tempo. Un posto per chi si vuole nascondere, ma anche per chi, seduto sulla panchina esterna, si vuole godere lo spettacolo delle ombre riflesse sulle pareti. Un gioco tra il mostrarsi ed il guardare.

Preso sempre da mille impegni lavorativi e familiari, la sua storia lavorativa si può riassumere cosi:
Dopo gli studi scientifici al liceo e alla facoltà di Geologia, dove non finisce gli esami e diventa obiettore di coscienza, nel 1993 parte per un corso per figure teatrali e segue il corso di tecnico luce e light designer a Treviso. Tornato a Roma si spacca la schiena presso un service storico della capitale, ART SOUND, dove per 5 anni ha l’opportunità di allestire spettacoli, mostre, convention, eventi, sfilate e inaugurazioni. Capito cosa vuole fare, nel 1995 entra nella compagnia di Giorgio Barberio Corsetti dove vi resta fino al 2000 come tecnico luci, proprio in quell’anno viene contattato dall’Accademia degli Artefatti per rimanerci fino al 2013 come light designer e responsabile allestimenti.
Nel 2008 fonda LUCI OMBRE e realizza lavori per conto di Enel Contemporanea 2008/2009 e collabora con alcune agenzie di comunicazione romane e milanesi.
Nel 2013 idea il progetto RADIOLASER realizzato a via dei Fori Imperiali durante la festa di Capodanno 2014 del Comune di Roma.
Nel 2014 incomincia a pensare alla prima edizione di un festival sulla luce che si realizzerà a Marzo 2015 a Roma, RGB  Outdoor Light Festival.

GABRIELA PROCHAZKOVA

Jellyfish

Questa  delicata, fragile  creatura  magica  si può perdere durante il giorno ma non di notte. Quando  esso  brilla  delicatamente ci ricorda  una  bioluminescenza del mare  profondo.
Si nasconde  nelle  varie  fonti  di  acqua. Si  dice che  questa primavera  stia per comparire  da qualche parte  a Roma!

Gabriela Prochazkova (born 1990) currently studies graphic design at Faculty of Arts and Design in Czech Republic. While she was taking a part at the Bezalel Academy of Arts, Jerusalem, she started to experiment with painting. Afterwards, during her studies in Paris, France, she concentrated on new media. Recently she is more and more fascinated by experimenting in working with a light and new lighting technologies. Simulating new life forms, underwater light scupltures and especially ways of interaction between her artificially created underwater light creatures and natural species, their reactions to various light signals. So far, her most famous project is called “Kraken” – a light underwater floating creature made for Signal Festival of lights in Prague, autumn 2014. Her current work is ”Jellyfish” for RGB Light Festival, in Rome, Italy march 2015. 

gina balla

LIGHTOLOGY | LIGHTWRITING

Lightology è una idea d’illuminazione artistica che risponde ad un desiderio di colore degli spazi urbani.

Lightwriting >

Risolvi l’anagramma: anraorodpatiaelecdniataaiatanc

Gina Balla alias Raffaella Vitiello lavora da oltre 15 anni come tecnico luci nel fantastico mondo dello spettacolo.

GIULIVO PIACENTINI

Candela Sospesa

Una candela accesa gravita a mezz’aria dentro un negozio buio. La candela sarà sempre mantenuta accesa.

Lo è dal 2007.

Nato mezzo secolo fa a Roma e morto da pochi anni, non attraversava di buongrado la strada senza motivo. Si dedica oggi da mancino alle arti maggiori con la sola mano sinistra. Tra suoi progetti finiti: “La Partita Bianca (incontro di calcio uguale)”, una partita notturna tra due squadre vestite di bianco, a cura di ViaIndustriae, Stadio di Foligno 2010, in versione indoor, durante Reload, Roma 2011. Materiali relativi a suoi progetti sportivi sono stati esposti nella mostra a tema calcistico curata da Cecilia Casorati e Anna Cestelli Guidi all’Auditorium Parco della Musica nel 2014. Ha recuperato numerosi incarti delle macellerie napoletane per la mostra Carnibali (per farla finita con i tagliatori di carne), Galleria Gallerati, Roma 2012. Ha preso parte per due stagioni al festival d’arte contemporanea SeminAria a Maranola. Nella chiesetta di Santa Maria del Pozzo a Spoleto ha realizzato l’azione La riemersione della Vera Croce, omaggio improrpio a Piero della Francesca. E’ stato redattore di ARIA, rivista d’artisti. Cura il Premio Città Etica (per l’anno duemila e…), il Premio Retina per le arti visive e, sul sito Art A Part of Culture, la rubrica La Mostra che Non Ho Visto (con testi di artisti visivi). Prossimamente a Roma un convegno di sua ideazione: Crisoelefantino – Archivio parlato di opere impossibili.
Le cose migliori, sostiene, le sapremo inventandole.

GRUPPO GIACENZA

Naked Lights

Breve opera video, in loop. Fiamme vive (in inglese ‘nude’) sono rappresentate da una coreografia di dita in movimento. Al vasto fuoco corrisponde in audio un crepitio di fiamma. Il fuoco vivo è tout-court azione scoperta, pericolo. Un’azione fisica, vitale. Il fuoco creativo è scopertamente all’origine di ogni possibile contemporaneità e tecnologia. Il video b/n è una revisione filtrata in rosso del video realizzato dal Gruppo Giacenza per l’evento d’arte dell’estate scorsa, Maniphesta RomaBruciaAncora.

(Gruppo Giacenza non presenta curriculum perché si debba avere esclusivamente un confronto sul e con il lavoro del festival)

LA MIA PAURA E’ BIANCA

Sospeso

Situato sul ponticello di Via del Pigneto, è un intervento strutturato in due azioni, volto ad accompagnare l’esperienza dell’attraversamento dello stesso da un punto all’altro, e a sottolineare la possibilità di una sosta, cosa insolita nella quotidianità della città. Pannelli bianchi sulle reti di contenimento ed un tetto sospeso di fili di cotone che appariranno interrotti, come un linguaggio morse luminoso.

La Mia Paura è Bianca è un progetto che individua ed esorcizza timori ed inquietudini di due ragazze, creando suggestioni attraverso il mezzo della fotografia, migliorata ed impreziosita dalla scrittura e dalla presenza fissa di luce. Nato nel settembre 2012, si ritaglia uno spazio tra la moltitudine di immagini proposte dalla piattaforma blog Tumblr con periodicità variabile, a seguire gli eventi personali della vita da raccontare. La Mia Paura è Bianca è Eleonora e Martina. 

LAURENT FORT

3D LIGHT SCULPTURE | ORGANICA | POLARIS ROTATING

3D Light Sculpture > Una doccia di luce si rinfrange su un foglio increspato, dinamico e in movimento, a creare una proiezione tridimensionale. La potenza di una leggerezza ricercata, trasforma la materia in progetto creativo animato, che stimola immaginari onirici. Il design traduce la fantasia in realtà regalando emozioni. 3D Light Sculture: un oggetto che illumina, una luce che arreda, un opera d’arte da guardare, uno spunto per riflettere, uno scenario in cui immergersi.

Organica > Una sfera magnetica rotea sotto la superficie riflettente dando vita ad affreschi organici regalandoci un’emozionalità crescente. Tensione vitale verso la leggerezza, l’essenzialità e la purezza. Sintesi di natura e artificio, la luce è la vera protagonista.Ho utilizzato un materiale ultra fino cosi da ottenere maggiore sensibilità, una pallina magnetica percorre il suo tragitto sotto la superficie riflettente creando delle esplosioni quasi organiche.

Polaris rotating > Lo spazio per Laurent è ingrediente cardine del progetto creativo, materia che dialoga con una lastra di policarbonato iridescente modellata che r iflette la luce e la proietta sulla parete. Un’estetica non statica, dove la mano dell’uomo può intervenire giocando con il braccio flessibile per ottenere centinaia di forme e colori differente, immagini astratte dal grande valore poetico

Laurent Fort è nato a Nantes nel 1972. Oggi vive e lavora in una cascina nel cremonese, in perfetta armonia con l’ambiente naturale. Fin da giovane si è sempre interessato all’espressione artistica in tutte le sue molteplici applicazioni: dall’arte audiovisiva all’ingegneria del suono, dall’antiquariato al design. L’esperienza poliedrica e la gavetta in ambiti diversi lo ispirano nel creare uno stile personale e distintivo, un sapiente mix dove l’istinto manuale diviene demiurgo per creazioni contemporanee ad alto potere narrativo: oggetti d’arredo ‘vitali’ . I suoi lavori si esprimono in un inusuale equilibrio fra natura e artificio. La manualità e l’attenzione maniacale verso i materiali sono il suo punto di forza. piombo, silicone, legno, plastica, foglie d’oro e d’argento, materiali complementari e contraddittori si incontrano per donare percezioni materiche inusuali. 

LEONARDO ZACCONE

Discorsi Lucidi

DISCORSI LUCIDI è un’installazione interattiva luminosa site specific basata sull’evidenziazione di un’ambiente urbano centrale come la “piazza”, in cui l’antica pratica dell’incontro si fonde con il percorso estetico determinato dalle luci. Nel cortile interno di un edificio saranno collocate in circolo 5 sedie riproducendo con la loro disposizione l’architettura del luogo. A ciascuna sedia sarà abbinato un punto dello spazio architettonico considerato significativo, costantemente illuminato da un faro RGB di base con luce bianca. Il pubblico potrà sedersi e utilizzare le sedie come normale luogo di aggregazione. Attraverso una telecamera, collegata ad un sistema interattivo controllato da una scheda Raspberry, verrà monitorato il colore dei vestiti delle persone che si siedono e conseguentemente il punto ambientale relativo alla singola sedia sarà illuminato del colore della persona seduta. In questo modo le persone, il loro incontro e la loro umanità influenzeranno l’aspetto della piazza, come metafora dell’influenza che i rapporti tra le persone hanno, benché spesso lo si dimentichi, sul tessuto urbano in cui si svolgono.

Musicista, body performer, poeta, artista interattivo, maker. Cerca il silenzio come dono del suono. La sua ricerca vuole approfondire, attraverso la tecnologia, i processi aleatori e interattivi, come metafore dei percorsi umani, soffermandosi sulla specificità dei luoghi e dei contesti in cui l’arte prende forma.

LUCA ERCOLI

MEMORY | MOSAICO

Memory > Il Video Mapping in questione propone una video proiezione sulla facciata di un edificio in Piazza Copernico. Il video che sarà proiettato vuole rappresentare le memorie dell’edificio attraverso delle silhouette che rappresentano ideologicamente tutte le persone che sono passate continuamente in quella piazza. I colori sono bianco e nero in quasi tutto il video come in un vecchio film che poi alla fine della memoria si sgretola come una pellicola bruciata. Il video mapping è incentrato a valorizzare i ricordi del quartiere non utilizzando la facciata dell‘ edificio come schermo ma come se lo stesso edificio stesse ricordando come in sogno e noi stessimo partecipando al sogno stesso.

Mosaico > L’ installazione presenta un mosaico di luci, dove attraverso ogni tessera passa la luce dei led sottostanti, creando effetti sempre diversi dovuti alla diversificazione tra una tessera e un altra, trasparenti, stampate e opache.
Il mosaico si presenta astratto, ma in realtà rappresenta il quartiere dove sarà tenuta l’installazione dall’ alto, marcando il percorso che il pubblico dovrà percorrere.
Il mosaico con tutte le sue vibrazioni vuole rappresentare anche il quartiere nell’immediato contesto della manifestazione,  da un abbandonato quartiere di periferia ad un quartiere ricco di vibrazioni in un modo come solo la luce sa fare.

Nato nel 1992, diplomato all’Istituto D’arte Roma 2 (2011) nella sezione di Decorazione Pittorica, dove acquista numerose capacità nelle arti applicate, come Mosaico Vetrata e Affresco, partecipando a due importanti progetti che prevedevano la realizzazione di mosaici su vasta scala posti esternamente alle stazioni della metropolitana di Roma, Rebibbia e Santa Maria del Soccorso (MB). Laureato in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma (2014)  vince una borsa di studio per studiare nella prestigiosa Akademie Der Bildenden Kunste Munchen dove scopre e apprende la scenografia multimediale. La tesi è sulla scenografia virtuale, sviluppata con il proprio relatore Fabrizio Crisafulli. Svolge numerose attività nel campo della scenografia come assistente scenografo per il Teatro di Roma e per altre compagnie, coltivando nel frattempo la passione per le luci di scena. Frequenta un corso di specializzione della regione Lazio dove ha anche l’opportunità di lavorare in importanti produzioni, come tecnico luci.

LUPERCALES BNC

Stratificazione

Un’installazione luminosa che propone diverse forme di illuminare uno spazio urbano, mettendo a disposizione dei visitanti e abitanti del quartiere la possibilità di scegliere che cosa vogliono o meno illuminare e con quale intensità. Si permetterà loro di modificare gli scenari luminosi in un modo semplice, grazie a un’interfaccia intuitiva di interruttori e dimmer che controllano diversi elementi. Sarà un’installazione luminosa “a strati”: diversi gruppi d’accensione ricordano e riproducono vari aspetti di un angolo urbano. Accendendo e spegnendo o variando l’intensità di ognuno di essi, si può mettere in evidenza uno di questi aspetti, o creare nuove suggestioni:
1. La funzione originaria: il trasporto dell’acqua. Effetti di luce creano una sensazione “liquida” sulla facciata dell’acquedotto alessandrino sul lato del parco.
2. Un passato recente: una casa. Una lampadina ricorda come i “vuoti” dell’acquedotto siano stati alloggio per molte persone fino agli anni ’60.
3. La memoria storica: sul patrimonio architettonico si costruisce un’identità locale, la luce valorizza il valore del costruito.
4. Uno spazio pubblico: il parco. Un’area funzionale e di aggregazione che era mancata per molto tempo al quartiere; la luce mette in evidenza la vegetazione.
Precederà l’installazione un laboratorio aperto anche agli abitanti del quartiere.
Il formato laboratorio+installazione permette di andare in profondità ed aumentare il raggio d’azione dell’iniziativa, sviluppando una maggior coscienza nella società nei confronti dell’illuminazione urbana. L’installazione avrà carattere architettonico, tenendo in conto comunque il suo aspetto effimero, per far comprendere in un’esperienza immersiva come un luogo urbano possa cambiare d’aspetto e d’uso con una differente illuminazione.
Si tratta di dare un contenuto sociale al progetto, utilizzando la luce come elemento attivatore e dinamizzatore degli spazi urbani.

Lupercales è un progetto collettivo nato nel 2012 dall’unione di tre lighting designer indipendenti: Alberto Barberá, Irene Bas e Paolo Portaluri, a cui si è aggiunto nel 2013 il fotografo d’architettura Álvaro Valdecantos. È un programma empirico che combina attivismo, educazione e azione diretta negli spazi urbani, utilizzando l’illuminazione come strumento per mettere in questione.I  processi di produzione e pianificazione urbana,  rivalorizzare spazi in disuso o con particolari criticità, creare città piú vivibili. L’obiettivo è promuovere una progettazione ergonomica della luce, orientata alla percezione degli abitanti, dell’identità del luogo e a sviluppare un metodo centrato nel contesto sociale del progetto. Cerca di coinvolgere la comunità locale nel progetto, di sviluppare un senso critico e degli strumenti di partecipazione tra i cittadini.

MAGOMBRA

Punto di fuga

La nostra istallazione per RGB è un progetto site specific. Nell’ideazione ci siamo lasciati influenzare dallo spazio che accoglie la nostra opera. I muri esterni dell’ex Cinema Impero, uno dei tanti spazi culturali chiusi in città come sta accadendo sempre più spesso in questo periodo, prendono vita. Abbiamo scelto di dialogare con il quartiere aprendo uno squarcio immaginario, che mostra un luogo vivo, dinamico e abitato da persone. Con quest’opera sperimentiamo l’assenza di schermo nel teatro delle ombre e le proiettiamo su elementi architettonici.

Chi siamo
Siamo un gruppo di artisti della scena, scenografi e light designer. Ci siamo conosciuti sul palcoscenico del Teatro Valle, dove abbiamo trascorso gli ultimi tre anni in stato di occupazione. Durante gli anni di attivismo politico e artistico abbiamo avuto il privilegio di confrontarci e collaborare con centinaia di artisti della scena contemporanea, italiani ed europei. Grazie alla generosità di vari maestri abbiamo avuto modo di approfondire le nostre conoscenze in campo tecnico teatrale. Insieme abbiamo progettato e realizzato, decine di allestimenti, mostre e istallazioni site specific all’interno del Teatro Valle. Nell’ultimo anno abbiamo ideato, progettato e costruito la scenografia e gli effetti speciali de “Il Macello di Giobbe” di Fausto Paravidino, prodotto dalla Fondazione Teatro Valle Bene Comune.

Cosa facciamo
Sperimentazioni a partire dal teatro d’ombra.
Nell’era del Kinekt e della riesumazione del cinema in 3D, ricerchiamo un’innovazione stilistica e artistica attraverso la rivisitazione di una tecnica analogica come il teatro d’ ombre. Ci affascina declinare l’antico in forme contemporanee, senza l’uso di tecnologie avanzate. Stiamo cercando di sconvolgere gli elementi basilari del teatro d’ ombre. Il primo esperimento in questo campo, viene realizzato da Marco Guarrera nel 2010 con “Vita di Galileo” di Brecht: spettacolo di teatro d’ ombre tradizionale ma con una ricerca incentrata sulla creazione di scenari di effetto tridimensionale. 

MARCO AMEDANI

Open House

In una via decisamente atipica ed eterogenea, dove la pizzeria e il kebabbaro consegnano prodotti con scooter delle Poste Italiane (licenza poetica), dove la luce urbana notturna appiattisce e imbruttisce tutto, troviamo una cornice per il Cielo. Apriamo (o chiudiamo…?) una “casa”, per mostrare a tutti i possibili acquirenti cosa è il Cielo da qui.

Nato a Brescia nel 1984, dopo gli studi scientifici e in seguito architettonici al Politecnico di Mila no, approda in Laba, Accademia di belle arti, laureandosi in Scenografia. Da sempre studioso della Luce, in tutti i suoi lavori installativi e più prettamente teatrali e legati ad eventi, dedica un’importanza primaria alla fonte luminosa, creando nuovi modi di interpretare l’illuminazione e allo stesso tempo l’assenza della stessa, arrivando a creare corpi illuminanti per raggiungere l’obiettivo ricercato.Illuminotecnico per diverse compagnie teatrali e committenti di vario genere, non dimentica gli anni di studiartistici creando installazioni scenografiche site specific sia materiche che luminose.

MARGINE OPERATIVO + MANUEL DE CARLI

SEGNO E SOGNI URBANI | TORPIGNATOWN

Segno e sogni urbani > live painting: Manuel De Carli
video live: Margine Operativo

Lo spazio urbano dove si colloca la performance, con le mille storie che lo attraversano, diventa il personaggio delle storie disegnate dal fumettista Manuel De Carli. La performance di live painting gioca con la realtà e la fantasia, lo spazio urbano e i suoi abitanti. Le opere vengono riprese nel loro “divenire” mentre vengono create e la performance di Manuel De Carli e i suoi disegni vengono manipolati da un videomaker e rilanciati trasformati sulla facciata di un palazzo. Una performance meticcia che si muove sulle linee di confine tra diversi codici artistici per interfacciare con un quartiere multiplo.

Torpignatown > Un’ opera realizzata per il progetto RGB da Margine Operativo sul quartiere multietnico di Torpignattara. Un video che racconta il paesaggio urbano e umano di Torpignattara in-seguendo le scritte sui suoi muri, le tracce e i segni dell’arte metropolitana.

Margine Operativo è un progetto artistico multidisciplinare. I suoi campi d’azione sono il teatro, le arti performative e il video. Fin dall’inizio del suo percorso ha avuto una natura poliforme che lo ha portato ad agire su più fronti della creazione artistica: produzione di spettacoli teatrali e di formati performativi in bilico tra diversi codici artistici, ricerca sul linguaggio video che spazia dalla realizzazione di documentari ai format televisivi, dai remix di film ai live set visuali. Nel suo DNA porta iscritta la convinzione che l’ arte è un dispositivo che può creare cambiamenti e la propensione alla creazione di connessioni con altri progetti / gruppi e con gli spazi dell’attivismo culturale. Queste caratteristiche hanno delineato un’altra zona di azione dell’Associazione Culturale Margine Operativo: l’ideazione e l’ organizzazione di eventi e del festival Attraversamenti Multipli che concadenza annuale dal 2001, si interroga sulle relazioni e le interferenze tra i linguaggi artistici contemporanei e il presente. Margine Operativo è tra i promotori di C.Re.S.CO Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea. Pako Graziani e Alessandra Ferraro curano la direzione artistica di Margine Operativo.

Manuel De Carli, nato a Trento nel 1970, dal 1996 collabora con riviste a fumetti. Tra le pubblicazioni uscite:
Fortezza Europa – Storie di mura e di migranti (Coniglio, 2006), Resistenze – Cronache diribellione quotidiana (BeccoGiallo, 2007), ZeroTolleranza – Immagini che producono azioni (Becco Giallo, 2008) e Global Warming, 28 fumetti inediti contro il riscaldamento globale (NdA Press, 2010). Fa parte della collettiva Fumetti partigiani, una mostra di storie a fumetti dedicate alla Resistenza partigiana (Casa della memoria e della storia di Roma,2009). E’ autore del libro a fumetti Intimo Cucito (Centro Fumetto Andrea Pazienza, 2007).Ha disegnato Thyssenkrupp, Morti Speciali S.p.A. (BeccoGiallo, 2009) e Carlo Giuliani – Il ribelle di Genova su testi di Baro (BeccoGiallo, 2011, Les Enfantes Rouges 2013). Ha lavorato per Bompiani, Il Manifesto, Carta e La Nuova Ecologia ed è stato illustratore/vignettista del sito l’isoladeicassintegrati.com. Ha partecipato a esposizioni, festival, eventi nazionali legati al fumetto.

MASTRANGELO + PAPAGEORGIOU

Cloudscapes

Cloudscapes è una installazione interattiva, un tentativo di riproduzione di un fenomeno naturale attraverso l’interazione di luci, suoni e strutture modulari in uno spazio pubblico. Lo scrosciare della pioggia, il tuonare e il lampeggiare del fulmine sono riprodotti virtualmente per evocare le sensazioni che i fenomeni naturali scatenano quando incontrano l’habitat umano. Cosa proviamo quando ci troviamo sotto la pioggia? Sentire solo il suo suono, provoca in noi le stesse sensazioni dell’esperienza reale? Che succede se una nuvola decide di fermarsi nel bel mezzo di una piazza? Il suo tuonare farà avvicinare i passanti?Vogliamo riformulare il concetto di nuvola come elemento naturale e sperimentare una sua forma virtuale, poiché crediamo che la percezione degli elementi come reali dipenda dagli stimoli sensoriali. Una nuvola “naturale” sarà sempre naturale come sarà sempre anche un costrutto cognitivo. Pertanto proponiamo una nuvola finta, che presenta caratteristiche fisiche e sensoriali dell’element o naturale. Cloudscapes sarà posizionata su un passaggio urbano, il suo aspetto sarà quello di una nuvola geometrica composta da un insieme di solidi realizzati in polipropilene semitrasparente. Un sensore di prossimità traccia i movimenti intorno alla installazione.Quando le persone passano vicino ad essa, la nuvola si illumina all’improvviso come un lampo, emettendo il suono della pioggia e del tuono attraverso una serie di altoparlanti.La luce e il suono, la prima proveniente da una coppia di proiettori DMX RGB e il secondo da un lettore MP3, sono entrambi coordinati dal micro-controller Arduino. Creando questo tipo sintetico di nuvola, vogliamo osservare le reazioni delle persone,permettendo quindi nuove interpretazioni di un elemento familiare. Vogliamo così celebrare la luce nella città, con una nuvola che tuona e scroscia, ma che allo stesso tempo crea un riparo potenzialmente abitabile da tutti.

Artemis Papageorgiou e Gabriella Mastrangelo si sono conosciute a Londra nel 2010, lavorando insieme presso Cinimod Studio; Artemis è una interaction designer e un’artista multimediale con una formazione da architetto; Gabriella è una interior designer con interessi che spaziano dal lighting design e alla fabbricazione digitale. Dopo il 2010 sono ritornate ai rispettivi paesi di origine, la Grecia e l’Italia per portare avanti percorsi di ricerca personali. Artemis ha co-fondato Athens Plaython, uno street-festival che trasforma la città di Atene in un grande campo da gioco urbano ed è fondatrice di Entropika, un laboratorio di ricerca sull’interaction design e l’architettura;Gabriella invece ha co-fondato Make People Do Lab, una associazione che si occupa di eventi culturali e di laboratori didattici sul design e l’artigianato, e “Bling Bling – Paper Architectures” una ricerca sulle possibilità della carta come materiale costruttivo. La loro passione per l’architettura, il making, il design partecipativo, l’interaction e la didattica è confluita in una nuova collaborazione e dal 2014 hanno cominciato a lavorare in team.Il loro progetto più recente è “Paper Playscapes”, una commissione del Victoria & Albert Museum Digital Programmes, un progetto in continua evoluzione e che si sta espandendo verso centri culturali, festival e workshop di progettazione. 

MATTEO BOSCARATO

K-light

K-light è un installazione di luce principalmente basata sul concetto di moto costante (k) in cui le lampade, grazie al braccio d’acciaio che ruota tramite un motorino e a dei cavi d’acciaio, creano un movimento verticale continuo. Il movimento di luce viene riflesso dallo specchio d’acqua sottostante per creare un’effetto di simbiosi e di profondità. L’installazione luminosa simboleggia lo scorrere della vita, che inesorabilmente tra alti e bassi scorre nel suo flusso di continuita’ fino alla morte.

Matteo Boscarato, classe 87, geometra, artista, designer e compositore musicale.
Lavora e vive tra Londra, Roma e Padova in costante ricerca di menti aperte, con cui condividere le sue idee e progetti talvolta anche di vita. Crede nella semplicità e nell’improvvisazione come fonte di ispirazione.

OPENLAB COMPANY

Lucigraphie

Un concerto per immagini pulsanti, frames senza sviluppo narrativo, in un paesaggio sonoro senza tempo che evade referenze contestuali dove suono è materia, vibrazione percepibile.

L’OpenLab Company è nata nel 1991 dall’incontro di Laura Colombo, performer e Luca Ruzza architetto e scenografo. Utilizzando un linguaggio teatrale che sconfina tra istallazione e teatro-danza, le loro performances creano, partendo dalla potenzialità del buio, un paesaggio dove la visione reale viene continuamente confusa e destabilizzata dall’illusione ottica.
La partitura musicale è la prima fonte di ispirazione. Lo spazio acustico ha un importanza fondamentale nel concerto per immagini pulsanti, frames senza sviluppo narrativo, in un paesaggio sonoro senza tempo che evade referenze contestuali dove suono è materia,vibrazione percepibile.

PASQUALE MARI

Il sole di colono

Il sole invocato e maledetto dall’Edipo di periferia di Elsa Morante torna a illuminare i tetti di Roma sfondando le pareti dei teatri per i quali era stato immaginato. Un disco di 2,5metri di diametro interamente ricoperto di diodi luminosi tramonta (o sorge) al Pigneto.

Disegnatore luci e direttore della fotografia, proviene da una partecipazione trentennale alle compagnie di lavoro teatrale e cinematografico Falso Movimento e Teatri Uniti, che ha fondato a Napoli insieme ai registi Mario Martone e Toni Servillo nel 1979 e nel 1986.
Tra le sue direzioni di fotografia cinematografica più importanti, si ricordano: Il verificatore (1995) di Stefano Incerti (David di Donatello opera prima), Il bagno turco (1996), HaremSuare (1998 – Globo d’Oro alla fotografia-) e Le Fate Ignoranti (2001) di Ferzan Ozpetek, Teatro di Guerra (1999) di Mario Martone, Placido Rizzotto (2000 Sacher d’Oro alla fotografia) di Pasquale Scimeca, L’uomo in più (2001) di Paolo Sorrentino, I Promessi Sposi (2002) e Lezioni di Volo (2006) di Francesca Archibugi e L’ora di religione (presentato a Cannes nel 2002), Buongiorno, notte (a Venezia nel 2005) e Il regista di matrimoni (ancora a Cannes nel 2006) di Marco Bellocchio, premiato, quest’ultimo con il Globo d’Oro ed il Ciak d’Oro 2006 per la migliore fotografia.
Ha firmato la fotografia del film Gorbaciof, con la regia di Incerti e interpretato da Toni Servillo, che è stato presentato alla mostra Cinematografica di Venezia e candidato al Globo d’Oro per la fotografia del 2011.

Q2 VISUAL

◎NIRIC▲

La porta della notte, ingresso verso un’altra dimensione. Passandovi attraverso una videoproiezione andrà a sovrapporsi ad un elemento reale preesistente generando un’ombra che diverrà parte integrante dello stesso. Il risultato sarà un’alterazione della realtà, suggestiva ed emozionante, capace di accompagnarvi verso quella dimensione, equiparabile al sogno, che l’oscurità sembra nascondere.

Il progetto Q2 Visual ( Alessio Mangiavacchi, Irene Biga e Emanuele Bizzarri ) nasce nel 2008 dalla passione per la visual art e per il vjing. Il live set dei Q2 è caratterizzato da animazioni 2D, motion graphic, mapping, giochi di geometrie e dalla continua ricerca e sperimentazione di nuove strutture e materiali, il tutto gestito tramite l’utilizzo di software progettati per video mixing e compositing. Attualmente collaborano con l’associazione ArtQ: fondatrice ed organizzatrice di ALTERAZIONI festival delle arti visive, musicali e performative. Editing video, realizzazione spot, teaser.

SIMONE PALMA

Stream of life

L’opera si pone l’obiettivo di rappresentare, attraverso la visualizzazione di diversi flussi d’acqua colorata, i movimenti migratori dei popoli del bacino mediterraneo in una determinata finestra temporale. Le caratteristiche architettoniche dell’edificio utilizzato dovranno permettere di creare dei “nodi” di interazione tra i diversi flussi che nel loro scorrere attraverseranno dei balconi “Crociate” o delle finestre “Olocausto” o si scontreranno contro delle colonne “Guerre mondiali” mescolandosi tra loro e generando nuovi flussi. Nell’insieme il risultato dovrà apparire come un movimento multidirezionale continuo e bilanciato di liquidi su tutta la facciata dell’edificio in modo da eliminare il principio e la fine degli stessi flussi

Simone Palma è attivo nel campo della multimedialità dal 2001 con varie esperienze artistiche in ambito teatrale e performativo. Concentra la sua ricerca nella realizzazione di scenografie digitali e nell’esplorare le modalità di dialogo tra uomo e macchina nel contesto di una performance. Le prime esperienze allestite in collaborazione con la compagnia Orma Fluens (Flatlandia nel 2002, Uno è due: 1° studio per il Don Chisciotte nel 2003) sono delle performance teatrali accompagnate da scenografie digitali che circondano gli attori fino ad immergerli in una realtà astratta e dinamica. Il lavoro successivo, Nijinsky: mistica e follia del corpo eccedente (2003), ancora in collaborazione con la compagnia Orma Fluens, segna l’inizio della collaborazione col danzatore Butoh Alessandro Pintus. La scena digitale è come un altro performer, esce dalla bidimensionalità della proiezione e diventa controparte del danzatore corporeo. Nel 2005 fonda il gruppo Neumax con Mirko Bruner e Luca Tontodonati con l’obiettivo di portare immagini in tempo reale negli spazi propri della musica live. Attraverso lo studio di allestimenti site specific e la produzione di materiale visivo originale Neumax diventa partner visivo del duo elettronico Lanzi/Sodano, della band avant-jazz El Topo ed altri musicisti della scena romana. Nel progetto-tributo a Piero Umiliani del vibrafonista Andrea Biondi, I soliti Ignoti (2007), Neumax ripercorre i luoghi del capolavoro di Monicelli portandoli nella Roma dei nostri giorni. Parallelamente prosegue l’attività di ricerca nell’ambito della scenografia digitale ed insieme ad Alessandro Pintus e Gerardo Greco dà vita al progetto V.I.T.R.I.O.L., connubio di danza, musica e video nello spettacolo Si sedes non is, presente alla Notte Bianca romana, edizione 2007 e nella rassegna Teatri di vetro nel maggio 2008 presso il teatro Palladium di Roma. Nel settembre 2008 realizza il video Cosa ci eravamo detti? in collaborazione con lo scultore Lorenzo Zanetti Polzi. Nel maggio 2009 collabora allo spettacolo Bugimirò di NONCompany ospitato nella rassegna ZTL – Teatri di vetro presso il teatro Palladium di Roma. Dal 2011 è componente attivo del progetto musicale Jabu Groove insieme al percussionista Mauro d’Alessandro ed al polistrumentista Ivan Radicioni. Dal 2014 è coinvolto nello realizzazione dello spettacolo Citizen X dell’Associazione Culturale La Casa della Locusta. Ancora dal 2014 collabora con l’ensamble acustico Le Cardamomò in merito all’allestimento dei loro live set. Parallelamente all’attività artistica, si occupa dal 2001 di servizi di visualizzazione e animazione tridimensionale per diversi studi di architettura romani e di produzioni video indipendenti.

STUDIO AIRA

Toonite

Per RGB Festival studioAIRA porterà il progetto “Toonite”, ovvero delle creature invadenti ed irriverenti che nascono dalla luce ma trovano negli angoli più oscuri il proprio habitat naturale e rifugio. Un terreno di sperimentazione che diventa studio e sfida sul concept e sul set-up dei characters, sull’animazione, sull’uso esplosivo del colore e sull’interattività.

StudioAIRA è una factory specializzata nella produzione di motion graphics e visual effects. Illusione, trompe l’ œil e animazione 3d sono le matrici sulle quali si posa il nostro immaginario; ed è questo mondo che ci permette di passare con estrema naturalezza e agilità dalla realizzazione artigianale di scenografie poligonali allo sviluppo di setup di creature e loro animazione in un universo 3D. La nostra esperienza e perseveranza ci ha portato ad avere nel nostro portfolio realizzazioni per grandi brand ed acollaborare con alcune delle maggiori agenzie di comunicazione italiane.

RGB

200 CUBI | LUMINESCENCE | MADEINCHINA | SPECCHIO RIFLESSO

200 Cubi > Installazione luminosa composta da 200 nuovi cubi di carta realizzati dagli alunni della scuola primaria Carlo Pisacane di Roma in collaborazione con gli studenti dell’Università La Sapienza e dell’Accademia di belle arti di Roma.

Luminescenze > Vecchie lampadine riprendono vita grazie alla luminescenza, un paesaggio surreale in un crepaccio urbano

MADEINCHINA >  è un progetto di illuminazione urbana effimero che vuole utilizzare come fonte di luce, oggetti luminosi a batterie fabbricati in Cina. Un simbolo di unione e speriamo di apertura tra i due popoli.

Specchio Riflesso sfrutta l’illuminazione pubblica esistente per illuminare il murales presente in zona tramite degli specchi che verranno posizionate sui lampioni in modo da dirottare la luce che emettono. Questa installazione è prevista per il murales di ETAM. Gli specchi saranno montati su parabole satellitari in disuso usando o il lato concavo che serve per convergere la luce o il lato convesso che serve per far divergere il fascio luminoso a seconda che si voglia creare una luce più o meno concentrata. L’installazione vuol dimostrare che senza nessun tipo di consumo elettrico si possono illuminare altre zone vicine alla fonte luminosa con un notevole risparmio di risorse energetiche ed economiche.