V EDIZIONE 2020. Rispondere alla crisi in nome della creatività e della resilienza, individuando nuovi modi di mantenere viva la produzione di arte e cultura.

In questi tempi caratterizzati dalla distanza e dall’isolamento, Luci Ombre  ha deciso di non fermarsi; la V edizione dell’exhibition urbana “RGB Light Experience. Roma Glocal Brightness” è stata completamente ripensata per permettere che si svolga nel pieno delle sue possibilità.

Il Festival diventa così un’occasione di risposta, in nome della creatività, alle difficoltà e al disorientamento che tutti stiamo vivendo.

Le modalità di fruizione dell’exhibition urbana sono state stravolte, non più una passeggiata per visitare le opere d’arte disseminate lungo un percorso urbano, ma una mostra di light art cui assistere direttamente da casa propria, affacciandosi, trovandosi di passaggio e in diretta streaming.

Saranno le opere stesse a muoversi all’interno del tessuto urbano

Tutti gli artisti selezionati attraverso la Call for Artist hanno accettato la proposta e hanno creato nuove opere di luce.

NATURARE è il “lightmotiv” di quest’anno: un invito a ribaltare la concezione antropocentrica della Natura. 

“NATURARE”, ci invita a pensare all’Umanità, e a tutto ciò che gli è proprio, non più come centro della Natura, ma come parte di essa; chiede di pensare ed agire con la consapevolezza che ci troviamo in un luogo vivo e siamo parte di un insieme strettamente interconnesso.

L’Umanità agisce in modo invasivo e irresponsabile, egoistico e arrivistico, capitalistico e anti-capitalistico, illudendosi di governare il mondo naturale e ignorando le responsabilità che ha nei confronti di esso. L’impatto dell’Umanità sulla Natura è tale da minacciare fortemente la qualità della propria esistenza e da influire radicalmente sul destino delle altre specie, distruggendo interi ecosistemi. 

È necessario introdurre un cambiamento rapido e radicale; abbiamo la responsabilità di prenderci cura della Natura, questo è il pensiero che deve governare le nostre azioni!

“Quale azione artistica possiamo attivare per stravolgere il modo in cui l’Umanità si pone nei confronti della Natura? Come possiamo attraverso l’arte, massima espressione della creatività umana, “NATURARE” l’impatto dell’azione dell’intera Umanità e metterla in armonia con la Natura?”

Diciotto opere di luce site specific in quattro luoghi della Capitale; una mostra itinerante che per quattro giorni prova a ridisegnare le superfici architettoniche urbane, creando nuovi immaginari.

Videoilluminatori, luci motorizzate di vario tipo e laser saranno i pennelli con i quali gli artisti selezionati potranno creare ambienti emozionali, interagendo con l’architettura dei luoghi scelti.

Gli artisti useranno la luce come intervento e interazione con il tessuto metropolitano, cercando di definire il ruolo dell’arte nei confronti del progetto architettonico e urbanistico. Per una notte, le strutture scelte si mostreranno sotto una nuova luce, ogni artista interverrà a suo modo cercando di utilizzare l’architettura e renderla altro rispetto all’immaginario quotidiano. Cercheranno di uscire fuori dai cliché, di raccontare una storia che si trova sotto lo strato di cemento e vernice. Le loro installazioni creeranno un forte connubio con l’ambiente. Un’azione effimera che però vuole avere un valore nel tempo, una possibilità che questo possa diventare permanente.

Per quattro giorni, dal tramonto a notte fonda, due camion attrezzati porteranno ogni giorno in un sito diverso tutte le opere in programma, l’esperienza offerta da RGB permetterà al pubblico presente e collegato in diretta streaming (sui altri canali social di RGB) di condividere una visione innovativa dello spazio urbano.

Fra i siti scelti, tre saranno in punti cardine all’interno dello storico percorso che il festival ha proposto in questi anni, nei quartieri Pigneto e Torpignattara (Roma Est): Parco Sangalli lungo l’Acquedotto Alessandrino che ospiterà RGB il 19 dicembre; un’area parcheggio del Pigneto il 20 dicembre e il tratto della Prenestina sotto le arterie sopraelevate della Tangenziale Est il 21 dicembre. Novità di questa edizione, la Rampa Prenestina che rivivrà di nuova luce nella serata conclusiva dell’evento, il 22 dicembre.

Ognuno con le proprie peculiarità e con storie diverse, sono però tutti luoghi sospesi, schiacciati fra la perdita dell’identità e una perenne condizione di casualità e precarietà, condannati all’incuria da uno sviluppo urbanistico caotico. Progetti architettonici che hanno avuto una storia travagliata e un impatto importante nell’urbanistica di Roma, e che oggi – eccezion fatta per l’acquedotto Alessandrino – sono simbolo di degrado urbano e di cattivo utilizzo del bene pubblico.

Luoghi perfetti per sviluppare “NATURARE”, il fil rouge di questa edizione. Per una notte, le strutture in questione si potranno riscattare: ogni artista interverrà sulle architetture, rendendole altro rispetto all’immaginario quotidiano al quale involontariamente siamo costretti; e il pubblico potrà esplorare questo particolare patrimonio materiale mettendolo in relazione con un nuovo patrimonio immateriale.

Un’azione artistica, dunque, che racchiude in sé un messaggio politico.

Un’azione effimera che però vuole avere un valore nel tempo, una possibilità che questo possa diventare permanente.